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Il Giappone punta a una revisione delle criptovalute: all'orizzonte tasse più basse e regole più severe

Di Mini maPrincipiante0 rep· 17/11/2025

Il Giappone starebbe prendendo in considerazione una significativa revisione delle sue normative sulle criptovalute, con l'obiettivo di inserire gli asset digitali in un quadro finanziario più solido. Le modifiche proposte includono la classificazione delle criptovalute come prodotti finanziari, sottoponendole alle regole sull'insider trading e, soprattutto, riducendo l'aliquota fiscale sui profitti dall'attuale massimo del 55% a un più competitivo 20%, allineandola al trading di azioni.

 

Punti chiave

  • Riduzione delle tasse: I profitti derivanti dalle transazioni di criptovalute potrebbero essere tassati al 20%, rispetto all'attuale 55%.

  • Classificazione come prodotto finanziario: Le criptovalute potrebbero essere trattate come prodotti finanziari, sottoponendole a regolamentazioni più severe.

  • Maggiore trasparenza: I fornitori di exchange saranno tenuti a divulgare i rischi associati alle fluttuazioni dei prezzi.

  • Accesso ampliato: Banche e compagnie assicurative potrebbero essere autorizzate a offrire criptovalute tramite le loro sussidiarie di intermediazione mobiliare.

  • Spinta legislativa: L'Agenzia per i Servizi Finanziari (FSA) mira a far approvare la legislazione pertinente nella prossima sessione parlamentare.

 

Spostamento normativo verso i prodotti finanziari

L'Agenzia per i Servizi Finanziari (FSA) giapponese sta discutendo attivamente nuove normative che ridefinirebbero le criptovalute. Secondo queste regole proposte, gli asset digitali come Bitcoin ed Ethereum sarebbero classificati come prodotti finanziari. Questa classificazione li sottoporrebbe a una supervisione più rigorosa, comprese le regole sull'insider trading, simili ai titoli tradizionali.

La mossa è in parte una risposta alla crescente popolarità delle criptovalute come veicolo di investimento e a un aumento dei problemi legati a broker non registrati e consulenze fuorvianti. La FSA starebbe prendendo in considerazione revisioni di leggi come la Legge sui Servizi di Pagamento e la Legge sugli Strumenti Finanziari e sugli Scambi per accogliere questi cambiamenti.

 

Riduzione del carico fiscale

Uno degli aspetti più attesi della revisione proposta è la significativa riduzione dell'aliquota fiscale sui profitti delle criptovalute. Attualmente, i profitti derivanti dal trading di criptovalute sono spesso categorizzati come "redditi diversi", con un'aliquota fiscale che può arrivare fino al 55%. La nuova proposta mira a ridurre questa aliquota al 20%, equiparandola alla tassazione applicata ai profitti derivanti dal trading di azioni, obbligazioni e fondi di investimento.

Questo potenziale taglio delle tasse è una richiesta di lunga data da parte di gruppi di settore e partiti politici, che sostengono che l'attuale elevata aliquota fiscale scoraggi gli investimenti e l'innovazione nel settore degli asset digitali in Giappone. Il governo spera che questo cambiamento renderà il Giappone una destinazione più attraente per le imprese e gli investitori di criptovalute.

 

Maggiore trasparenza e coinvolgimento istituzionale

Secondo le normative proposte, i fornitori di servizi di exchange di criptovalute sarebbero obbligati a fornire informazioni più chiare agli utenti, inclusi i rischi intrinseci di volatilità dei prezzi. Ciò mira a migliorare la protezione degli investitori e a promuovere pratiche di trading più sicure.

Inoltre, il nuovo quadro potrebbe aprire le porte alle istituzioni finanziarie tradizionali. Banche e compagnie assicurative potrebbero potenzialmente essere autorizzate a offrire servizi di criptovalute ai propri clienti tramite le loro sussidiarie di intermediazione mobiliare. Questo rappresenterebbe un passo significativo verso l'integrazione degli asset digitali nella finanza tradizionale in Giappone.

La FSA starebbe puntando a finalizzare le sue considerazioni entro la fine dell'anno fiscale in corso e spera di introdurre la legislazione necessaria nella prossima sessione parlamentare ordinaria. L'agenzia non ha ancora commentato ufficialmente le notizie.

 

Fonti

 

 

 

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